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Associazione Ligure Ipoudenti - sulle ALI dell'udito

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NEWS

1 persona su 6 richiede soluzioni per facilitare la comunicazione

13 gennaio, 2013

di Daniela Orlandi architetto

La perdita dell’udito è una forma di disabilità molto diffusa, ma al contempo sottostimata. La diminuzione della capacità uditiva in una persona è spesso progressiva e si manifesta in un arco temporale piuttosto ampio così si può essere inconsapevoli della perdita uditiva fino a che il fenomeno non diviene evidente. Ciò accade quando la perdita uditiva supera la soglia di 35 db circa, una fase in cui i soggetti affermano di sentire i suoni ma di non capire le parole.

Si stima che nella civiltà occidentale 1 persona su 6 ha problematiche uditivo e il numero di persone che necessita di ausili acustici è in aumento in tutto il mondo (fonte: report Bridget Shields).

Si consideri che alcuni tipi di lavori sono caratterizzati dall’esposizione a livelli sonori elevati, (addetti nelle industrie, insegnanti, musicisti, ecc.) e che nella popolazione anziana la perdita di udito è un fatto molto comune. Infine anche la popolazione giovane è a rischio a causa del frequente utilizzo di sistemi di riproduzione musicale a livelli sonori elevati o per la frequentazione di ambienti, a carattere ludico ricreativo, con queste caratteristiche sonore.
L’esposizione prolungata a questi fenomeni può comportare un incremento della percentuale di persone che in futuro avranno problemi uditivi.
Una persona è considerata “normoacustico” quando è in grado di percepire suoni di intensità pari o minore ai 20-25 dB per tutte le frequenze del campo tonale.

Il grado di ipoacusia è definito in base al livello del deficit acustico:
• ipoacusia lieve: deficit acustico tra 25 e 40 dB
• ipoacusia media: deficit acustico tra 40 e 60 dB
• ipoacusia moderata: deficit acustico tra 60 e 70 dB
• ipoacusia grave: deficit acustico tra 70 e 90 dB
• ipoacusia profonda: deficit acustico >90 dB.

Per quanto riguarda la gravità dell’ipoacusia si può far riferimento anche alla classificazione audiometrica delle perdite uditive indicata dal BIAP (Bureau International di Audiophonologie) nel 1997, sotto riportata.

Udito normale o pressoché normale < 20 dB

LIEVE 21 dB - 40 dB

MEDIA
1° grado: 41 dB - 55 dB
2° grado: 56 dB - 70 dB

SEVERA O GRAVE
1° grado: 71 dB - 80 dB
2° grado: 81 dB - 90 dB

PROFONDA
1° grado: 91 dB - 100 dB
2° grado: 101 dB - 110 dB
3° grado: 111 dB - 119 dB

COFOSI (PERDITA TOTALE) = > 120 dB

Uno studio del 2006 ha stato stimato il numero di persone con limitazioni uditive presenti in ogni regione o area dell’Europa. Si riportano a titolo di esempio i dati su 7 Paesi, incluso l’Italia:
- Germania: 10.2 milioni
- Francia: 7.6 milioni
- Regno Unito: 7.5 milioni
- Italia: 7.2 milioni
- Spagna: 5.5 milioni
- Polonia: 4.7 milioni
- Olanda: 2 milioni

(Fonte: “Evaluation of the Social and Economic Costs of Hearing Impairment”, October 2006, by Bridget Shield for Hear-it AISBL)

Appurate le esigenze spetta ai anche progettisti rispondere con soluzioni ambientali idonee a migliorare l’ascolto e la fruizione degli spazi, pubblici e privati.

A seconda delle tipologie ambientali e delle funzioni la tecnologia mette oggi a disposizione diverse soluzioni per migliorare l’ascolto delle persone con questi problemi negli spazi residenziali e negli spazi aperti al pubblico.

Dall’abitazione agli sportelli di pubblici servizi, dai cinema alle sale concerto, dalle strutture ricettive alle navi da crociera
è possibile avvalersi di soluzioni, a carattere temporaneo o permanente, in grado di facilitare l’ascolto per chi ha difficoltà uditive ed usa ha una protesi acustica.

La scarsa risposta di soluzioni tecnico progettuali idonee è dovuta non tanto alla mancanza di volontà o agli alti costi di installazione quanto alla disinformazione sull’esistenza e sull’efficacia dei sistemi per facilitare l’ascolto.

Come accade per le barriere fisiche e sensoriali, per superare le barriere della comunicazione l’attenzione di chi progetta e gestisce deve tenere conto della necessità di ricorrere a soluzioni ridondanti, poiché il quadro delle esigenze, in termini di ipoacusia, è piuttosto differenziato e a questo possono corrispondere più soluzioni, ambientali e gestionali, anche legate alla tipologia del luogo o del servizio erogato.

Riferimenti utili e fonti informative:
www.ampetronic.com
www.univox.eu
www.hear-it.org
www.assoligureipoudenti.it
www.mclink.it/assoc/airs

fonte: dal sito di SUPERABILE.IT

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