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Associazione Ligure Ipoudenti - sulle ALI dell'udito

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NEWS

Anno della Fede e la disabilità invisibile: l'ipoacusia

12 ottobre, 2012

«Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come
pecore che non hanno pastore, e si mise ad insegnare loro molte cose… (Mc 6,34.39-41).
«la fede vien dall’udire, e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo» (Romani 10,17).

Il prossimo mese di ottobre si aprirà l’>strong>Anno della Fede indetto dal Papa Benedetto XVI ed in tale occasione verrà celebrato il cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II.
Per la nostra Chiesa e per noi cattolici, sarà un momento di ripensare al cammino che abbiamo percorso in questi anni e se è necessario rivedere e correggere alcuni aspetti.
Sono una persona ipoudente e ritengo che sicuramente una delle azioni positive del Concilio sia stata l’introduzione della Messa in lingua italiana.
Credo che questa mia posizione sia condivisa a buon titolo da molte persone audiolese che ancora oggi fanno fatica a percorrere con facilità il loro cammino di fede.
La S. Messa in latino rendeva a quei tempi la funzione liturgica incomprensibile. Mi ricordo che ero spesso distratta e annoiata. La riforma liturgica, ha facilitato l’avvicinamento alla fede di molte persone che non capivano il latino e facevano fatica a comprendere il senso della funzione e delle scritture. A maggior ragione le persone non udenti ed ipoudenti restavano escluse dall’ascolto della liturgia perché incomprensibile.
Inoltre il Concilio vaticano ha “riscritto” il catechismo e grazie a questa lettura mi ha in qualche modo facilitato la ricerca della Verità e suscitato in me un nuovo e rinnovato cammino di crescita nella fede.
Questo rinnovamento ha fatto si che per la prima volta mi sia sentita parte della Chiesa; ho iniziato a comprendere il significato della liturgia, e più avanti ho iniziato a leggere Le Sacre Scritture proprio grazie alle letture delle S.Messe festive che vengono ancora oggi stampate ogni domenica. Una scelta quasi obbligata per me, in quanto essendo ipoudente facevo e ancora oggi faccio molta fatica ad ascoltare le omelie e le catechesi, come molte persone audilese.
Nella mia città ho cercato spesso di partecipare agli incontri di catechesi rivolti agli adulti che si sono tenuti in questi ultimi anni, ma purtroppo i luoghi di questi incontri erano e sono ancora oggi tuttora inaccessibili. Gli appuntamenti più importanti si sono svolti e ancora oggi si svolgono presso la Sala Quadrivium o all’interno delle sale parrocchiali, dove a causa della cattiva acustica e del riverbero facevo fatica ad ascoltare i vari interventi. Per questo motivo, nonostante la buona volontà sono stata costretta a rinunciare.
Qualche volta gli incontri di catechesi si svolgevano in alcune chiese dove un tempo gli altoparlanti erano dislocati in alcuni punti dell’area sacra, spesso vicino alle colonne. Era più facile ascoltare stando posizionati vicino all’alto parlante, sostando in piedi….
Grazie al miglioramento della tecnologia di amplificazione molte chiese sono ora dotate di un solo altoparlante collocato vicino all’altare che facilita l’ascolto per i normoudenti ma aumenta la difficoltà di ascolto alle persone con problemi di udito che si sentono così esclusi dall’ascolto facilitato.
Fortunatamente non tutti i sacerdoti hanno condiviso questa scelta, anzi hanno cambiato l’impianto ma hanno lasciato gli altoparlanti posizionati in diversi punti della chiesa.
Invece sarebbe opportuno che l’ammodernamento degli impianti di amplificazione venga effettuato ponendo attenzione alle esigenze delle persone audiolese. Occorre cioè dotare le chiese di strumenti “tecnologici assistivi” per facilitare l’ascolto delle persone con disabilità uditiva.
Per questo motivo la sottoscritta si è battuta perché tutti i luoghi di culto siano finalmente accessibili in primis per tutte le persone con disabilità uditiva, grazie a quei strumenti molto diffusi all’estero.
Il problema di ascolto nei luoghi di culto esiste nella nostra città da molti anni. Due sono gli esempi:
1. nella chiesa di S.Fruttuoso, un sacerdote essendo ipoudente, aveva fatto installare n. 5 cornette ad alcune colonne della chiesa per meglio ascoltare quello che dicevano dall’altare i suoi confratelli.
2. Anche il nostro amato e compianto Don Franco Pertica che da alcuni anni era divenuto ipoudente aveva deciso di rinnovare l’impianto di amplificazione. Più tardi si rese conto che l’ascolto non era migliorato come lui voleva. Così mi chiese informazioni per migliorare l’acustica della parrocchia di S.Margherita di Sori.
Grazie alla Sua intraprendenza insieme a lui ed ad altri amici ed amiche abbiamo sentito l’esigenza di fondare una associazione con lo scopo di facilitare l’accesso in tutti i luoghi pubblici anche alle persone ipoudenti con o senza ausilio acustico o impianto cocleare. L’Associazione Ligure Ipoudenti è stata fondata nel 2005 e dal 2007 risulta iscritta nel registro regionale del volontariato.
La sottoscritta ha partecipato due volte alla catechesi per disabili che si svolge ogni anno a Roma.
Quest’anno per la prima volta, Suor Veronica Donatello (nuova responsabile del suddetto ufficio) ha reso accessibile la sala con la presenza di due interpreti dei Segni e grazie alla disponibilità della suddetta responsabile, sono riuscita a far installare all’interno della sala del convegno anche se in maniera provvisoria un impianto ad induzione magnetica.
Stiamo camminando tutti in fretta e rischiamo di scordarci di prestare attenzione agli altri.
Eppure il Signore dopo la sua resurrezione si accostò ai due discepoli che se ne tornavano un poco disorientati dopo i fatti di Gerusalemme. Egli iniziò a spiegare loro il senso delle Scritture e tutto ciò che si riferiva a Lui. I discepoli che ascoltano le Sue Parole iniziano a comprendere e il cammino si è fatto più sereno e gioioso.
Poi dopo la frazione del pane Gesù sparì dai loro occhi. Pieni di stupore esclamarono: “Non ci ardeva il cuore quando ci spiegava le scritture?”. Erano felici perché avevano compreso quello che Lui aveva loro spiegato. Essi divennero i primi testimoni e messaggeri della Sua resurrezione.
Ora anche noi ipoudenti confidiamo nel profondo del nostro cuore che in occasione dell’Anno della Fede, di non trovare più barriere dell’ascolto all’interno del luoghi sacri o sale conferenze e cioè l’ascolto della Parola diventi già da ora accessibile a tutti.

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