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NEWS

3 marzo: giornata mondiale dell’udito

03 marzo, 2016

In vista della prossima ricorrenza della giornata mondiale dell’udito, promossa dall’Oms il 3 marzo, il nostro Ministero della Salute ha organizzato oggi a Roma presso l’Auditorium Cosimo Piccinno il primo meeting nazionale sui problemi uditivi.

L’incontro, intitolato “Nonno ascoltami” è soprattutto diretto agli anziani ed apre la campagna di informazione e sensibilizzazione sui deficit uditivi e sulla loro prevenzione: dica#33 è un messaggio lanciato in rete, rappresentato dalla immagine della scritta su un uovo, che sta a simbolizzare la fragilità umana, ed al quale il Ministero chiede di offrire la massima visibilità.

I deficit uditivi, infatti, colpiscono due persone su tre oltre i 65 anni: solo in Italia i pazienti con disturbi uditivi sono 7 milioni ed ogni giorno arrivano 30 nuove diagnosi di ipoacusia. In tutto il mondo le persone che soffrono di questo problema sono 590 milioni.
Per una notevole percentuale di pazienti l’ipoacusia è un disturbo invalidante, ma gli effetti più gravi potrebbero essere evitati, almeno nella metà dei casi, con campagne di prevenzione sanitaria e di informazione.

La riduzione dell’inquinamento acustico, il tempestivo riconoscimento di infezioni, che se mal curate possono lasciare esiti in deficit uditivi, ma anche la diffusione di apparecchi acustici sono altrettante misure utili a prevenire la difficoltà di comunicazione e quindi l’emarginazione prodotta dalla invalidità.

L’Oms invece, oggi dedica la sua campagna ai bambini: in tutto il mondo 32 milioni di bambini vivono con un deficit uditivo, prevenibile nel 60% dei casi: solo se la diagnosi di disturbo uditivo nei piccoli è abbastanza precoce, così da poter provvedere con adeguate misure terapeutiche, i bambini riescono a raggiungere il loro pieno potenziale di sviluppo. Nella età evolutiva la mancata o tardiva diagnosi sortisce effetti particolarmente gravi non solo sullo sviluppo del linguaggio, ma anche su tutto l’equilibrio psico-affettivo del bimbo, che con le sue difficoltà di comunicazione resta emarginato tra i compagni.

La maggior parte dei deficit uditivi dell’infanzia possono essere prevenuti: l’ipoacusia infantile è legata a cause genetiche nel 40% dei casi, nel 31% invece è una sequela di infezioni come morbillo, rosolia, parotite e meningite, nel 17% sono in causa complicanze alla nascita, compresa la prematuranza ed infine nel 4% risulta una inconsapevole assunzione di farmaci dannosi all’udito in corso di gravidanza. Considerata l’importanza della diagnosi precoce del disturbo nei bambini, l’Oms raccomanda screening uditivi in età prescolare e scolare: i bambini che fruiscono di interventi tempestivi e specializzati divengono capaci di comunicare e svilupparsi adeguatamente.

fonte: MessinaMagazine

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