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NEWS

La città per tutti vale una lezione di accessibilità

02 maggio, 2015

L’iniziativa all’Istituto Majrana Giorgi di Genova

Il primo piano barriere architettoniche e urbanizzazione

“Ma se un ragazzo della vostra età, non vedente, vuole raggiungere autonomamente la sucola senza per forza essere accompagnato da qualcuno, trova una città accessibile che lo aiuta in questo scopo?” l’auditoriio attento, composto dagli studenti dell’Istituto Majorana Giorgi di Genova, scoprendo così un mondo quasi sconosciuto.

Il tema “Accessibilità urbana” la progettazione per la disabilità psicosensoriale e l’individuazione di soluzioni tecnologiche legate alla “domotica”.
Un incontro curato da Lidia Shchter che da tempo lavora nel campo della disabilità. Affiancata dall’architetto Beatrice De Bernardi e da Liliana Cardone presidente sulle ALI dell’udito onlus, è sostenuta dalla docente dell’istituto prof. Emanuela Prolovich.

È la prima lezione sul tema in un istituto superiore, è la prima scuola che rispone e questo appello.

Il che vuol dire sensibilità legata a un tema sociale, ma anche occasione di conoscenza, e magari un domani di lavoro.
Nell’aula piena di studenti, soprattutto del corso serale, si è parlato di superamento delle disabilità motorie sensoriali e culturali anche con l’uso della tecnologia, come mappe tattili, sistemi di amplificazione ad induzione magnetica, domotica e spazi intelligenti.

Della definizione di barriere architettoniche e sensoriali (divisi e uditivi); della cultura accessibile:musei, luoghi di culto, biblioteche, cinema e teatro, portando anche esempi di esperienze in atto.

Lidia Shchter ci prova con costanza ad introdurre il tema dell’accessibilità che non è trattato in alcuna scuola anche là dove si insegna progettazione e insomma a costruire una città per tutti.

Ma neppure ad Architettura, dove la stessa Schichter affiancata dall’architetto Balletti, a suo tempo, ha tenuto la prima lezione sulle barriere. Come costruire una città senza barriere non p tema praticato neppure in quella facoltà. D.B.

Fonte il SECOLO XIX

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